top of page

federicoveca.com

logo la vignetta 2021.png
7 mag 2018


Ultimo giro di boa per il possibile Governo M5S-Lega. Oggi inizierà la terza (ed ultima) serie di consultazioni da parte del presidente Mattarella per provare a scongiurare un ritorno alle urne nel prossimo futuro e, tra le altre cose, il rischio concreto di un aumento dell’IVA senza una manovra di governo tempestiva.

Le posizioni sembrano però rimanere irrimediabilmente lontane. Di Maio prova a tendere la mano a Salvini dichiarandosi disposto a rinunciare al ruolo di premier e disponibile a trattare col leader del Carroccio la scelta di un “premier terzo”, a patto che Silvio Berlusconi e Forza Italia rimangano formalmente fuori dalla coalizione di governo. Salvini nel frattempo si è riunito col Cavaliere e la Meloni per decidere la posizione comune: nessuna dichiarazione ufficiale, ma pare che il Berlusca non ne voglia sapere di accettare il ruolo di appoggio “esterno” alla lega nel possibile nuovo governo.

Mattarella nel frattempo studia il suo piano B, cioè un “Governo del Presidente” scelto da lui e che dovrebbe guidare l’Italia fino a prossime elezioni.

 


Siamo al secondo mandato esplorativo di queste infinite consultazioni. Dopo il fallimento del primo affidato alla presidentessa del sentato Alberta Casellati, Sergio Mattarella ha assegnato il secondo mandato al presidente della Camera Roberto Fico, con lo scopo di provare a trovare una soluzione allo stallo totale dei partiti sulle loro posizioni. Un compito arduo, per non dire impossibile; l’alleanza centrodestra-pentastellati è ferma sul veto di Di Maio alla presenza di Berlusconi, mentre il recente riavvicinamento tra i grillini e il centrosinistra è stato repentinamente bloccato dal leader Renzi che invece è pronto a giocarsi le sue carte in un probabile ritorno alle urne. Insomma, una bella gatta da pelare questo mandato esplorativo per il povero Fico…

 


Come un palloncino ad elio che sfugge dalle mani di un bambino, allo stesso modo la Champions League si allontana (ancora una volta) mestamente ed inesorabilmente da Buffon e la sua Juventus.

Dopo le due finali perse in tre anni (sette in totale), dopo aver surclassato il Real Madrid in casa e accarezzato la “pazza idea” di una remuntada loca, il destino decide che non è ancora tempo di alzare la coppa dalle grandi orecchie per la vecchia signora, e che il portiere più forte di sempre, Gigi Buffon, dovrà chiudere la sua favolosa carriera senza il più ambito trofeo per Club.

Il calcio è così, un po’ come certi amori che non si concretizzano mai. D’annunzio recitava che “l’attesa aumenta il piacere” ma uscire (ed uscire così) fa sempre male; ed il tempo senza vincerla inizia ad essere un po’ troppo per madama.

Perdoneremo le dichiarazioni al veleno del capitano bianconero, ed il suo “Cuore di immondizia” con cui ha definito l’arbitro per la decisione di assegnare un rigore più che dubbio all’ultimo secondo. Un po’ troppo per un personaggio corretto ed esemplare come Buffon, ma sappiamo che spesso l’amore ci fa perdere il senno, e ci ricorda che in fondo siamo pur sempre uomini con le nostre fragilità.

Anche Superman in certi momenti ha il sacrosanto diritto di essere semplicemente Clark Kent.

*questo articolo è pubblicato simultaneamente sul magazine Numero Sette nella Rubrica La Vignetta Sport.

Link al magazine:

 

La Vignetta è anche sui social!

Clicca sulle icone in basso per andare sulle pagine dedicate.

bottom of page