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The day after; si è concluso stamani lo spoglio dei voti in merito alle elezioni per il rinnovo del parlamento italiano. Il responso è abbastanza chiaro: l’ondata populista in Italia ha avuto il sopravvento premiando partiti di rottura rispetto agli schieramenti politici tradizionali. Il Movimento 5 Stelle diventa il primo partito in Italia (col 32,5%), grande risultato per la lega di Salvini (al 17,5%) che supera Forza Italia (14%). La sinistra è la grande sconfitta della giornata; il Pd non supera la soglia del 20% (18,8%), Sinistra e Libertà arriva al pelo in parlamento (3,3%),Emma Bonino e +Europa rimangono fuori. Di Maio e i pentastellati festeggiano e dichiarano: “Noi vincitori assoluti. Pronti a confronto con tutte le forze politiche”. Salvini dal canto suo però avverte: “No a strane coalizioni, governerò col Centrodestra.” Insomma il paese rischia di sprofondare ancora nel caos. Non che durante le votazioni sia andata meglio, e nei seggi è successo di tutto: la femen francese che contesta Berlusconi, Bersani che elude le disposizioni antifrode, Di Battisti che sbaglia seggio; insomma se il buongiorno si vede dal mattino…

 


Milano, Roma, Bologna, Napoli,Venezia, Macerata. A poche settimane dalle elezioni politiche in Italia riemerge con forza il problema dei gruppi neo-fascisti ed i partiti politici che li sostengono. Scontri, proteste, azioni estreme hanno caratterizzato le ultime settimane intensificandosi negli ultimi giorni. Durante una manifestazione antifascista a Milano la presidentessa della camera Laura Boldrini ha affermato: “I gruppi che si ispirano al fascismo vanno sciolti”; mentre Berlusconi ha replicato: “Il fascismo è morto e sepolto. mentre c’è un movimento dell’antifascismo che è pericoloso perché viene dai centri sociali”. Che il fascismo in Italia non fosse mai stato interamente debellato lo sapevamo; soltanto che oggi, a ridosso delle elezioni, con il “Prima gli italiani” di Salvini, con l’avanzata di Forza Nuova e Casa Pound, sembra quasi che quel brutto pensiero che credevamo lontano e seppellito, sia stato ripreso dallo sgabuzzino, riposto in una mensola e rispolverato.

 
  • 12 feb 2018


Ed anche l’edizione 2018 del Festival di Sanremo è volta a termine. Vincono Ermal Meta e Fabrizio Moro con la canzone “Non mi avete fatto niente”. Peccato che nella seconda serata all’Ariston i due artisti sono stati “temporaneamente sospesi” per presunto plagio dal direttore artistico Claudio Baglioni, in attesa di giudizio. Pare infatti che la canzone, scritta da Moro, Meta e l’autore Andrea Febo sia in realtà un rimaneggiamento di una vecchia canzone presentata proprio a Sanremo 2015 da Ambra Calvani e Gabriele De Pascali e scritta dallo stesso Febo, ma mai registrata. La canzone si intitola “Silenzio” ed il ritornello (musica e parole) è praticamente identico a quella del duo Meta-Moro. Dopo lo scandalo iniziale, Baglioni ha reintrodotto in gara i due spiegando che, per regolamento, per essere considerato plagio le parti “simili” devono essere in forma superiore al 30% dell’intero testo. Insomma, per capirci, se un giorno Vasco Rossi volesse tornare a Sanremo con una nuova canzone che abbia lo stesso ritornello di “vita spericolata” potrebbe farlo. Possiamo criticare o meno il regolamento, ma tant’è… Quello che lascia permessi è come si sia dovuto aspettare l’inizio del festival e la seconda puntata per accorgersi della somiglianza e valutare il da farsi, visto e considerato che non tanto tempo fa la canzone imputata era stata presentata proprio al festival. Insomma, i più maliziosi ipotizzano un azione di marketing a tutti gli effetti: della serie purché se ne parli; nel frattempo Moro e Meta cantano vittoria, in barba alle critiche che no, “Non gli hanno fatto niente”, a parte una grande pubblicità.

 

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