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  • 14 nov 2017


Alla fine è successo. La tanto temuta “apocalisse” proclamata dal presidente della FIGC Tavecchio è arrivata. E ci ha fatto tanto male. Gli azzurri non andranno ai mondiali 2018 in Russia. Ci andrà una modesta Svezia. Squadra tosta, certo, ma senza arte né parte. Dopo la vittoria cattiva e fortunosa dell’andata, la Svezia ha ottenuto ieri un pareggio a San Siro, figlio di un atteggiamento iperdifensivo (non eravamo noi i catenacciari?) ed una buona dose di fortuna, staccando così il biglietto per il mondiale. Dall’altra parte un’Italia volenterosa e agguerrita, ma anche confusionaria ed a tratti inconsistente. Razionalmente abbiamo raccolto meno di quello che abbiamo seminato i questi spareggi, ma se ti chiami Italia e sei nettamente più forte rispetto all’avversario non puoi sperare di vincere affidandoti agli episodi. Il volto più rappresentativo di questa nazionale è il suo (ormai ex) allenatore Gian Piero Ventura: vecchio, stanco, brontolone, confuso, indeciso. Non è di certo solo colpa sua, per carità, ma il vecchio Ventura con la sua girandola di moduli e giocatori ha grossamente contribuito alla disfatta. Effettivamente non abbiamo più i Totti e i Del Piero, gli Inzaghi ed i Pirlo. La Svezia neppure. Non li ha mai avuti, a dire il vero. Però al Mondiale ci sarà. Noi No.

 


Si concludono le elezioni siciliane. Vince con una discreto vantaggio il Centrodestra di Musumeci (39%). Perdono i grillini di Cancelleri (34%). Caduta libera per il PD e il Centrosinistra di Micari (18%).

Alla fine Nello da Militello Val di Catania ce l’ha fatta. Dopo averci provato nel 2006 e nel 2012, la terza volta é quella buona. Si accomoda finalmente nella tanto bramata poltrona di Palazzo d’Orleans. Militante storico del MSI, convogliato poi in Alleanza Nazionale, poi ne La Destra di Storace fino alla vittoria della presidenza siciliana con la lista-partito “Diventerà Bellissima”.

I siciliani, ad ogni modo,  hanno dimostrato di credere poco in questa politica attraverso un forte astensionismo alle urne. Dopo l’esperienza Crocetta, nessuno di buon senso si sentirebbe di palesare ottimismo e buoni propositi. Nel profondo vorremmo tutti che diventasse bellissima, ma come ogni elezione l’unica cosa che si ostenta é la voglia dei politici di attaccarsi alla propria poltrona. E quella si,  per loro, sarà bellissima.  E comodissima…

 


Ormai è caos totale in Spagna. La Catalogna ha dichiarato la propria indipendenza mentre il governo centrale ha istituito un commissariamento ed un mandato d’arresto per il presidente della Generalitat de Catalunya, Carles Puigdemont. Ma proviamo a fare un po’ di chiarezza su quello che è successo in questo mese: iniziamo con il referendum del 1 Ottobre per l’Indipendenza della Catalunya, terminato con più del 90% dei consensi per il SI,ma segnando anche una durissima risposta del Governo Rajoy, che ha mandato le forze dell’ordine a sgomberare con la forza i seggi elettorali in quanto dichiarati illegittimi. Il giorno seguente la dichiarazione del re Filippo VI  nei confronti del governo catalano di assoluta chiusura al dialogo. Il 10 Ottobre lo storico discorso di Puigdemont che dichiarava che l’indipendenza veniva sospesa in attesa di una risposta da Madrid. Alla fine la rottura è arrivata. Il 27 ottobre il parlamento catalano ha adottato una risoluzione con cui dichiara che “la Catalogna si converte in uno stato indipendente in forma di repubblica”. Neanche un’ora dopo, il senato spagnolo ha approvato il ricorso all’articolo 155 della costituzione, che autorizza il governo a destituire il presidente catalano Carles Puigdemont e a prendere il controllo degli organi della comunità autonoma. È la cosiddetta “opzione nucleare”, che fin dall’inizio della crisi catalana molti avevano tentato di scongiurare.E Adesso? To be continued..

 

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