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3 dic 2016


Referendum Costituzionale Si o No. Abbiamo cercato di informarci al meglio. Abbiamo cercato di seguire i consigli di quello o l’altro personaggio illustre a sostegno del si o del no. Abbiamo discusso coi nostri amici e parenti e abbiamo cercato di dirgli perché era meglio il si o il no. Abbiamo seguito i dibattiti in TV fino a tarda notte. Ne abbiamo fatto una questione di principi e abbiamo seguito la linea del nostro partito. Ne abbiamo fatto una questione di principio e abbiamo abbandonato la linea del nostro partito. Abbiamo deciso di votare come quel personaggio del cinema che ci piace tanto. Abbiamo deciso di non votare come quel politico che non ci piace tanto. Abbiamo deciso di non votare affatto. Abbiamo letto la riforma. Abbiamo letto i commenti di chi ha letto la riforma. Abbiamo scritto post su facebook per spiegare il nostro voto. Abbiamo scritto post su Facebook per farci spiegare il loro voto. Abbiamo aspettato questo giorno e ne abbiamo avuto abbastanza. E siamo profondamente convinti della nostra scelta. Oppure non lo siamo affatto. O peggio ancora, non abbiamo ancora scelto. Domani, Domenica 4 Dicembre, si va a votare. Qualunque cosa pensate sia meglio per il paese fatela. Nessuno ha torto o ragione a priori. Ai posteri l’ardua sentenza. Buon voto a tutti!

 


Una tragedia umana e calcistica. Una fatalità assurda che ci riporta indietro di 67 anni, quando l’aereo del “Grande Torino” crollò inesorabilmente,assieme ai sogni di gloria di una squadra che forse avrebbe vinto molto di più. E’ successo di nuovo. L’aereo Cp2933 che trasportava la squadra brasiliana Chapecoense, si è schiantato vicino a Medellin, in Colombia, durante il volo che l’avrebbe portata a giocare la finale di andata della Coppa Sudamericana. 71 morti su 77 persone a bordo. Oltre alla squadra di calcio, tra i passeggeri tantissimi giornalisti che avrebbero dovuto seguire la finale. La Chape (così chiamata dai suoi sostenitori), team di Chapeco, aveva compiuto fino ad adesso un vero miracolo calcistico: dalla serie D brasiliana erano saliti a suon di vittorie fino alla massima serie, ed oggi avrebbero dovuto giocare la finalissima del prestigioso torneo contro i colombiani del Atletico Nacional. Un destino beffardo, però, non gli ha permesso di giocare quella finale. Come il Grande Torino, anche i giocatori del Chapecoense saranno ricordati come una squadra leggendaria. Chapeau Chape.

 


Si è spento all’età di 90 anni il dittatore cubano Fidel Castro, l’ultimo grande despota di matrice comunista. Guidò la rivoluzione cubana contro Batista assieme a Che Guevara, professando il credo e gli ideali marxisti che, come spesso accaduto nel corso della storia, si tradusse però in una tirannia lunga e sanguinosa. Gravemente malato, negli ultimi anni ha lasciato il posto al fratello Raul, che ha allentato le forti tensioni storiche con gli Stati Uniti, oggi politicamente meno distanti. Lottò tutta la vita contro i falsi ideali del mercato globale e del consumismo, se ne va ironicamente durante il “Black Friday”, la massima espressione globalizzata del consumismo sfrenato. Un ultima silenziosa protesta, a pugno alzato ovviamente.

 

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