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Non smettono di piovere guai (e polemiche) per il sindaco di Roma Virginia Raggi. Dopo il caso Muraro, infatti, un’altra tegola giudiziaria si è schiantata sulla Giunta Raggi. Stavolta la testa che cade è quella di Raffaele Marra, fedelissimo della sindaca penta-stellata, e accusato di corruzione per aver intascato una tangente. Caos nel movimento 5 Stelle: pare che Grillo&Co avessero già manifestato alla Raggi le loro perplessità sul personaggio Marra, per i suoi trascorsi al fianco della Polverini e dell’ex sindaco Alemanno.Grillo dal suo Blog ha ammesso: “Si è fidata delle persone più sbagliate del mondo” ma ha continuato a difendere il suo operato. La grillina, dal suo canto, dopo una riunione del direttivo ha annunciato le dimissioni di altri due fedelissimi personaggi discussi: Romeo e Frongia. Basterà per placare gli animi dei contestatori 5stelle che vorrebbero cacciarla? Intanto oggi in campidoglio è andata in scena l’occupazione di alcuni esponenti delle altre fazioni politiche. Un vero e proprio Marasma, o meglio MARRAsma.

 


Inizia l’era Gentiloni. O sarebbe meglio dire Renziloni. Già perchè il nuovo premier scelto dal presidente della repubblica Mattarella per sostituire il dimissionario Renzi dopo il fallimento al Referendum è un fedelissimo dell’ormai ex presidente del consiglio. Come se no bastasse, inoltre, anche nella scelta dei ministri 12 su 18 sono stati confermati per il nuovo incarico di governo. Tutti ai propri posti, dunque, come prima del fatidico 4 Dicembre, per quello che le opposizioni hanno definito un vero e proprio “Renzi-Bis”. Dunque dopo Monti, Letta e Renzi, ancora una volta un governo “tecnico”  che non passa dalle elezioni popolari. Povera Italia.

 


Non basta un Si. Non ne sarebbero bastati nemmeno altri 5.000.000. Con il 59,11% delle preferenze, il NO vince nettamente sul SI (che si ferma a quota 40,89%) e dunque viene respinta la proposta del governo di modificare la carta costituzionale.  Il popolo sovrano ha deciso, la Costituzione non si tocca, almeno a queste condizioni. Renzi e le sue riforme non hanno convinto l’Italia e gli italiani, che adesso si troveranno a gestire l’ennesima crisi di governo e di instabilità politica. Si perchè, come precedentemente annunciato dallo stesso Renzi, l’ormai ex premier si è dimesso dalla carica di Presidente del Consiglio. Ed in questi giorni bisognerà decidere il da farsi: andare subito al voto con il “Porcellum”, oppure cambiare la vergognosa ed infruttuosa legge elettorale durante l’ennesimo governo tecnico. Intanto i 5 Stelle, i leghisti e i dissidenti del PD guidati da Dalema, festeggiano la caduta di Renzi e si preparano ad imbastire le proprie campagne elettorali. Tutto ancora è incerto e nuvoloso, forse nei prossimi giorni ne sapremo un po’ di più.

 

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