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Ognuno ha quel che si merita. Potremmo sintetizzare così il significato del karma, secondo la dottrina filosofica e religiosa indiana. E questo, probabilmente, vale anche in ambito prettamente musicale. Deve averlo pensato più volte la bravissima Fiorella Mannoia, quando si è vista soffiare all’ultimo secondo la vittoria del Festival di Sanremo 2017. E lo ha capito benissimo Francesco Gabbani, che con la sua canzone-tormentone “Occidentali’s Karma” si aggiudica a sorpresa il Festival, bissando il successo dello scorso anno di Sanremo Giovani. Si perché in un edizione con pochi fuoriclasse e tanta mediocrità (dal solito Albano, all’impalpabile Gigi d’Alessio, fino ad una serie di insignificanti semi-sconosciuti) qualcosa di buono si era pur visto: il ritorno della Mannoia con “Che sia Benedetto”, canzone bellissima che è un inno alla vita, o l’impegnata ballata “Vietato Morire” di Ermal Meta (ex Fame di Camilla) contro la violenza sulle donne, ne sono due belli esempi. Bisogna comunque ammettere che la canzone di Gabbana, dietro quella maschera di leggerezza e trash, nasconde un ironia pungente e dissacrante sulla condizione dell’uomo contemporaneo: la “Scimma Nuda” di cui parlava l’etologo Desmond Morris. Bisognerebbe capire se il “popolo” italiano abbia premiato il significato sarcastico del pezzo o sia stato invece contagiato dalla musica coinvolgente ed il balletto virale di Gabbani e la sua scimmia sul palco dell’Ariston. L’ennesima dicotomia tra genialità e demenza del nostro paese.

PS: Pare che la Scimma di Gabbani fosse in realtà Matteo Salvini XD

 


Sembrava la classica “sparata” accaparra-voti da campagna elettorale, invece pare che il fatidico muro di separazione tra gli Stati Uniti ed il Messico Donald Trump voglia farlo davvero. Già perché il neo presidente degli Stati Uniti, appena insediatosi alla Casa Bianca, ha subito firmato un ordine esecutivo per la progettazione del muro che limiterebbe il flusso di immigrati clandestini messicani. Sebbene molti esperti e studiosi americani ritengono invece che la costruzione di tale muro sia poco utile per limitare l’immigrazione ed eccessivamente costosa, Trump va avanti per la sua strada continuando a ripetere che sarà pagato interamente dal Messico (cosa più volte smentita dal presidente Nieto, che ha categoricamente escluso questa possibilità). Il progetto, d’altronde, è ancora tutt’altro che nitido pure ai trumpisti: non si sa bene la lunghezza effettiva, quanto sarà alto, e se sarà un muro vero e proprio o una  recinzione (peraltro in parte esistente). Quello è che è certo è che nella storia recente, le costruzioni di muri di confine non hanno portato mai niente di buono…staremo a vedere.

 


Il Movimento 5 Stelle esce ad ossa rotte dal Parlamento Europeo. La manovra degli eurodeputati grillini di abbandonare lo schieramento dell’ EFDD, capitanato dal leader degli euroscettici Ukip Nigel Farage e di passare allo schieramento europeista dell’Alde è miseramente (e comicamente) fallita. Nei giorni scorsi, infatti, la scelta di aderire all’Alde e lasciare EFDD, manifestando dunque una svolta europeista del partito, era stata posta al vaglio degli iscritti pentastellati tramite un apposito post sul blog di Grillo, ottenendo la benedizione della maggioranza votanti. Un tacito accordo, quello con l’Alde, guidato e diretto dell’eurodeputato m5s David Borrelli, che pare avesse trovato un intesa di massima con il leader  Guy Verhofstadt. Sembrava tutto fatto, ma i malumori all’interno dell’Alde per l’adesione dei 5 stelle, hanno portato ad un incredibile dietrofront di Verhofstadt. I Grillini, completamente soli e senza alcun schieramento a spalleggiarli, hanno chiesto a Nigel Farage di restare con EFDD. Dopo lunghe consultazioni, il leader di Ukip ha deciso di “perdonare” il tradimento a patto che i fautori della manovra venissero tagliati fuori dal gruppo e ridimensionando i poteri del partito all’interno dello schieramento. Insomma un Eurodisatro per Beppe Grillo, Casaleggio e il Movimento.

 

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