
I tifosi olandesi del Fejenoord, in occasione della partita di Europa League contro la Roma, invadono Piazza di Spagna provocando disordini e ingenti danni permanenti alla fontana della Barcaccia del Bernini.

I tifosi olandesi del Fejenoord, in occasione della partita di Europa League contro la Roma, invadono Piazza di Spagna provocando disordini e ingenti danni permanenti alla fontana della Barcaccia del Bernini.

Sergio Mattarella è il 12 Presidente nella storia della Repubblica Italiana. Politico di professione, docente universitario e (dal 2011) giudice costituzionale; il settantatreenne democristiano palermitano è figlio dell’ex ministro Bernardo e fratello del ex presidente dell’ARS Piersanti, assassinato dalla Mafia nell’80’, famoso per la legge elettorale pre-porcellum (chiamata appunto Mattarellum) e per aver sciolto la leva obbligatoria in Italia. Di carattere mite e riservato, dicono non ami stare sotto i riflettori, dunque a livello mediatico in pochi conoscono il neo-presidente. Ma la vittoria di Mattarella alle urne parlamentare (ben 665 voti ottenuti rispetto i 505 necessari) è stata e rimane soprattutto la vittoria politica di Matteo Renzi, che riesce a mantenere compatto il PD e scardina, attraverso l’accordo con Alfano e il NCD, una possibile linea comune nel centrodestra. I grandi sconfitti dell’elezione presidenziale sono invece i 5 Stelle, ma anche e soprattutto Silvio Berlusconi e i FI, che rischia seriamente di perdere pezzi nel suo partito (molti franco tiratori non hanno votato scheda bianca). Sebbene il cavaliere pare non abbia preso benissimo la cosa, il Patto del Nazareno non dovrebbe essere a rischio; non può bastare certo un colpo di Mattarella per rompere il sodalizio col suo miglior peggior nemico.

A volte ci sono delle dinamiche sociali che sfuggono alla nostra comprensione, sviluppandosi esponenzialmente verso situazioni inimmaginabili: una di queste è, senza dubbio, la straordinaria ascesa mediatica di uno dei personaggi meno straordinari nel mondo dello spettacolo in Italia. Giancarlo Magalli da Roma, 67 anni, conduttore televisivo del programma “I Fatti Vostri”, è passato da essere uno dei tanti volti noti della televisione italiana, conosciuto ed apprezzato soprattutto dalle casalinghe di mezz’età, ad icona indiscussa del popolo del Web in particolare tra i più giovani. Un crescendo di popolarità, quella di Magalli, che si spiega solo in parte con notizia shock dello scorso Settembre, in cui si diceva che una casalinga costringesse il marito ad indossare delle maschere di Magalli durante i rapporti sessuali (notizia tra l’altro rivelatasi falsa), e che ha rimesso in auge il conduttore romano attraverso l’ironia ed i commenti dei social network, ponendo il suo nome in vetta agli hashtag più popolari del momento. Tutto finito dunque? Neanche per sogno; da quel momento la popolarità del buon Giancarlo è continuata a crescere vertiginosamente, attraverso tutta una serie di fan page, fotomontaggi, interviste, partecipazioni straordinarie (nella web serie The Pills) e che pochi giorni fa ha trovato il suo culmine nella vittoria schiacciante del sondaggio de Il Fatto Quotidiano su chi dovesse essere il prossimo presidente della Repubblica. Una provocazione, certo, ma che ha trovato nel buffo presentatore una figura amalgamante e condivisa da tutti. La domanda che tutti si pongono è perché proprio Magalli? Un quesito questo di non facile risposta nemmeno per i più navigati sociologi; probabilmente l’eccezionalità di questi avvenimenti sono da ricercare nella poca eccezionalità del personaggio Magalli, nel suo riuscire ad essere un personaggio noto pur essendo uno come tanti, in un mondo globalizzato talmente ossessionato dalla ricerca dell’originalità, da proporti modelli dell’eccesso, stereotipi all’estremo della normalità. La scelta spontanea di sancire Magalli a icona “Pop” della nostra generazione risulta forse la più logica conseguenza di una “ribellione inconscia” all’imposizione del mercato globale ai falsi miti della contemporaneità, un urlo silenzioso attraverso la rete che suona tanto di voglia di normalità.