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Chiodo fisso estivo dei tifosi, il calciomercato ha chiuso lunedì i battenti asciandoci una sensazione comune: i “Campionissimi” snobbano la Serie A.

Colpa di un campionato meno competitivo rispetto a prima? Vero, ma anche e soprattutto colpa della difficile situazione economica dei club. Le risorse non sono più quelle degli anni d’oro, e si sa che nel calcio moderno la moneta vale più del blasone e delle bandiere.

Caso eclatante di tale situazione la Juventus, per tre volte di fila campione nazionale, e per altrettanti anni incapace di acquistare il famoso Top Player sbandierato dal DS Marotta alla tifoseria.

Il giocatore sognato quest’estate è stato il bomber colombiano Falcao, in rotta con il Monaco e accasatosi, però, al Manchester UTD, capace di spendere oltre 200 milioni di euro per rinforzare la squadra e ovviamente irraggiungibile nell’offerta dai bianconeri.

Un calcio “poverello” il nostro che ad oggi può puntare solo sulla scoperta dei giovani talenti nostrani e stranieri.

 
6 ago 2014


In Sicilia non è partito nel migliore dei modi il famigerato “Piano Giovani”, promosso dalla Regione Sicilia e dal presidente dell’ ARS Rosario Crocetta, che si propone di lanciare i giovani nel mondo del lavoro attraverso 2000 tirocini retribuiti presso aziende convenzionate. Il sistema di selezione delle richieste on-line è andato però per la seconda volta in “tilt” e molti ragazzi interessati sono rimasti tagliati fuori. Un boccone amaro che non è stato certo digerito da tutti, e sul web è iniziata, dunque, una protesta collettiva verso “…un sistema che è alla stregua di una lotteria!”. Dalla regione provano a difendersi dichiarando inevitabile il sovraccarico dovuto alle tantissime richieste, anche se bisognerebbe certo capire come gli addetti ai lavori non abbiamo saputo prevedere una situazione simile, dato che la disoccupazione giovanile in Italia stia raggiungendo picchi storici.

 


Un italiano torna a vincere il tour de France dopo 16 anni. Vincenzo Nibali da Messina, detto “lo squalo” ha azzannato il 101° Tour dopo aver già vinto il Giro d’Italia e la Vuelta spagnola, entrando così di diritto nell’olimpo dei grandi del ciclismo mondiale.

 

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