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È successo praticamente di tutto attorno al decreto fiscale proposto dalla premiata ditta Lega-M5S: polemiche, scontri interni, sospetti e riappacificazioni..come nelle migliori trame di un best seller (un giallo, ma anche un horror). Momento clou l’intervento di alcuni giorni fa di Luigi Di Maio a Porta a Porta, dove ha dichiarato che una “manina” aveva manipolato il decreto inserendo norme sul condono oltre che uno “scudo fiscale” che agevolava il malaffare. Tanti i sospetti da parte dei grillini, in particolare modo sul sottosegretario di Stato, il leghista Giancarlo Giorgetti, difeso a spada tratta da Matteo Salvini che da Mosca ha dichiarato: “Noi siamo gente seria e non sappiamo niente”. Di Maio risponde piccato: “Non passo per scemo”. A rincarare la dose di veleno e tensione ci hanno pensato altri illustri esponenti dei due partiti con le loro dichiarazioni, da Toninelli a Fico, mentre il premier Giuseppe Conte ha provato a stemperare gli animi e riappacificare la “famiglia allargata” lega-5stelle.

Dopo essersi tirati le pezze per giorni, alla fine Salvini e Di Maio hanno finalmente fatto pace, trovando anche l’accordo sul decreto. Tutto risolto? Per adesso pare di si, nell’attesa della prossima “orripilante” puntata.

 


Una canzone del rapper più in voga del momento, Sfera Ebbasta, si intitola “Ricchi per sempre”, e sta catturando enormi consensi nei giovani di oggi, sedotti dai soldi facili e con la voglia di spenderli tutti senza pensieri e prospettive per il futuro. Luigi di Maio è oggi il “rapper” della politica italiana: così, dopo l’approvazione della nuova manovra economica che introdurrà il reddito di cittadinanza, si è sporto dalla balconata di Palazzo Chigi per festeggiare l’azione di governo, in barba all’imminente innalzamento dello SPREAD ed il crollo della borsa di Milano (con il deficit italiano che salità fino a 2,4 punti percentuali). Episodi e cifre che non sembrano spaventare il nostro ministro del lavoro (ed il suo partner Salvini) che si dichiarano ottimisti nei confronti delle conseguenze di questa azione sull’economia Italiana e sui rapporti con l’Europa. E pensare che il “suo” ministro dell’economia Giovanni Tria, inizialmente, aveva palesato più di un dubbio sulla fattibilità della manovra, salvo poi doversi ricredere dopo il pressing della roccaforte pentastellata (e la minaccia di farlo dimettere). Il portavoce del premier Conte, Rocco Casalino, una delle figure più oscure e chiacchierate del movimento, è stato uno dei più fervidi sostenitori della manovra, arrivando anche a minacciare i tecnici di Tria se non avessero fatto approvare il Def. Spensieratezza e spavalderia, un po’ come i rapper-gangster di oggi e le loro canzoni: “Saremo ricchi…ricchi per sempre.. o forse no?..vabbè fa niente!”

 
25 set 2018


Nei giorni scorsi Lega e Pm hanno finalmente trovato l’accordo sulla restituzione dei fondi che il Carroccio deve allo Stato Italiano. La restituzione dei famosi 49 milioni prevederà dei versamenti da 600 mila euro annuali; una vera e propria “rateizzazione” del debito in “piccole comode rate” che verrano saldate nel corso di 80 anni. Se da una parte Matteo Salvini tira un bel sospiro di sollievo, dall’altra il suo parter in crime Luigi Di Maio continua a cercare il bandolo per la matassa sulla questione del Reddito di Cittadinanza. Il pentastellato lo aveva sbandierato in campagna elettorale e vorrebbe mantenere la promessa, ma i conti non tornano.. che il suo amico Matteo abbia trovato la soluzione?

 

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