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18 mag 2014


A Torino, durante il comizio del M5S per le elezioni Europee, si è assistito all’ennesimo show di Beppe Grillo. Il leader del movimento ha sparato a zero su tutti i fronti, provocando non poche polemiche sul fronte politico e non solo. Insulti per tutti dunque: da Renzi a Berlusconi, da Napolitano alla Merkel. I toni si infiammano fino alla dichiarazione shock: “Dicono che io sono Hitler. Ma io non sono Hitler…sono oltre Hitler!” Scherzava di certo. Nel Blog dei grillini si appellano a Charlie Chaplin e il Grande Dittatore per smorzare i toni, mentre dall’altra parte gli oppositori insistono ingigantendo l’accaduto. Come sempre la verità forse sta nel mezzo.. anche se quell’appello alle forze dell’ordine di schierarsi dalla sua parte contro la vecchia classe politica avrà provocato ai più lungimiranti un brivido lungo la schiena..

 


In Italia le decisioni sportive non le prendono né la FIGC, né le istituzioni, ma a quanto pare spetta agli Ultras. Ieri sera, durante la finale di Coppa Italia allo Stadio Olimpico di Roma tra Napoli e Fiorentina, dopo i soliti e vergognosi scontri tra le tifoserie (tra spari e feriti gravi) a decidere se iniziare o meno l’incontro, è stato un certo Genny a’ Carogna, capo ultras partenopeo e figlio di camorrista, che ha platealmente dato il “permesso” ad iniziare la partita dopo il lungo ritardo dovuto agli scontri. Un evento vergognoso, assurdo, fuori da ogni logica morale e sportiva, quello che si  verificato ieri in mondo visione, sotto gli occhi delle forze dell’ordine, delle cariche istituzionali (c’erano anche il premier Matteo Renzi ed il presidente del senato Pietro Grasso) e migliaia di spettatori increduli. Ah, dimenticavo, alla fine la coppa l’ha alzata il Napoli…ma questa è una notizia secodaria; le copertine dei giornali le ha già prese Genny. Genny a’ Carogna.

 

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