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29 feb 2016


Alla fine ce l’ha fatta. Dopo 22 anni di attesa dalla prima nomination all’Oscar, Leonardo DiCaprio vince la famigerata statuetta d’oro come miglior attore protagonista del film “The Revenant”, Il redivivo. E pensare che, in questi 22 anni di film, il buon Leo ci ha regalato momenti di recitazione di altissimo livello che, forse, avrebbero meritato un tale riconoscimento molto prima. Ma si sà, a volte la vita è beffarda e non ti dà quello che meriti, e per ottenere quello che vuoi devi stringere i denti e continuare a lottare fino all’ultimo respiro. Questo oscar a DiCaprio è un po’ la metafora del suo film: finché hai speranza e lotti, sei ancora vivo. Un redivivo, un “revenant”, appunto. Auguri.

 
27 feb 2016


Pare che alla fine il famoso Decreto Cirinnà sulle unioni civili si farà. Con delle modifiche, però, volute fortemente dal NCD ed Alfano, sulla questione della fedeltà coniugale e le adozioni. Niente Stepchild Adoption per le coppie omosessuali, dunque, all’interno del decreto; “Avrebbe rappresentato una pericolosa via verso la pratica dell’utero in affitto” ha dichiarato il leader del Nuovo Centro Destra e ministro degli interni Angelino Alfano. Una questione subito rilanciata dal ministro della sanità Lorenzin: “E adesso guerra all’Utero in Affitto”. Insomma, il dibattito sull’argomento sembra appena iniziato.

 


Una cosa è certa: Francesco Totti è la storia dell’AS Roma, e su questo sono tutti d’accordo. Quello che invece sta dividendo il mondo calcistico é capire  a parte della storia ci si riferisce: passata, presente o futura? A sentire “Er pupone” lui è ancora il presente della Roma e del calcio italiano, ed i tifosi capitolini (e non solo) sembrano essere d’accordo con lui. Ma gli anni passano per tutti, e così, d’altra parte c’è chi, come il tecnico giallorosso Luciano Spalletti, pensa che Totti oggi sia più un uomo spogliatoio e una chioccia per il giovani che un leader in campo. Il capitano però non ci sta, ed ha provato ad alzare la voce. Ma si sa, il calcio è spietato; e quando ci sono di mezzo i risultati non si guarda in faccia proprio a nessuno, nemmeno all’ultimo Re di Roma. Un re a cui nessuno vuole levare il trono, ma che, ahimè, sembra destinato a passarci più tempo seduto che nel campo di battaglia.

 

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