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Si concludono le elezioni siciliane. Vince con una discreto vantaggio il Centrodestra di Musumeci (39%). Perdono i grillini di Cancelleri (34%). Caduta libera per il PD e il Centrosinistra di Micari (18%).

Alla fine Nello da Militello Val di Catania ce l’ha fatta. Dopo averci provato nel 2006 e nel 2012, la terza volta é quella buona. Si accomoda finalmente nella tanto bramata poltrona di Palazzo d’Orleans. Militante storico del MSI, convogliato poi in Alleanza Nazionale, poi ne La Destra di Storace fino alla vittoria della presidenza siciliana con la lista-partito “Diventerà Bellissima”.

I siciliani, ad ogni modo,  hanno dimostrato di credere poco in questa politica attraverso un forte astensionismo alle urne. Dopo l’esperienza Crocetta, nessuno di buon senso si sentirebbe di palesare ottimismo e buoni propositi. Nel profondo vorremmo tutti che diventasse bellissima, ma come ogni elezione l’unica cosa che si ostenta é la voglia dei politici di attaccarsi alla propria poltrona. E quella si,  per loro, sarà bellissima.  E comodissima…

 


Ormai è caos totale in Spagna. La Catalogna ha dichiarato la propria indipendenza mentre il governo centrale ha istituito un commissariamento ed un mandato d’arresto per il presidente della Generalitat de Catalunya, Carles Puigdemont. Ma proviamo a fare un po’ di chiarezza su quello che è successo in questo mese: iniziamo con il referendum del 1 Ottobre per l’Indipendenza della Catalunya, terminato con più del 90% dei consensi per il SI,ma segnando anche una durissima risposta del Governo Rajoy, che ha mandato le forze dell’ordine a sgomberare con la forza i seggi elettorali in quanto dichiarati illegittimi. Il giorno seguente la dichiarazione del re Filippo VI  nei confronti del governo catalano di assoluta chiusura al dialogo. Il 10 Ottobre lo storico discorso di Puigdemont che dichiarava che l’indipendenza veniva sospesa in attesa di una risposta da Madrid. Alla fine la rottura è arrivata. Il 27 ottobre il parlamento catalano ha adottato una risoluzione con cui dichiara che “la Catalogna si converte in uno stato indipendente in forma di repubblica”. Neanche un’ora dopo, il senato spagnolo ha approvato il ricorso all’articolo 155 della costituzione, che autorizza il governo a destituire il presidente catalano Carles Puigdemont e a prendere il controllo degli organi della comunità autonoma. È la cosiddetta “opzione nucleare”, che fin dall’inizio della crisi catalana molti avevano tentato di scongiurare.E Adesso? To be continued..

 


Che le Università italiane avessero un sistema interno nepotista e poco trasparente lo si sapeva da tempo. Che bisognasse entrare nelle grazie di un professore per continuare con la carriera universitaria, pure. Dopo anni di sospetti e mormorii, un inchiesta da parte della guardia di Finanza ha sancito, almeno in parte, questa triste ed ineluttabile verità. Il nome dell’inchiesta è stato «Chiamata alle Armi», sette docenti universitari sono stati arrestati per reati corruttivi su concorsi truccati e assegnazione di cattedre. Ventidue quelli sospesi dall’insegnamento per un anno. Coinvolto anche l’ex ministro Augusto Fantozzi.

 

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